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“A braccia alzate”, videostorie di sport presentate da Nando Sanvito

2 minutes read
Nando Sanvito in Cometa

Quando:Venerdì 15 Novembre alle ore 20.30

Dove: Aula Magna Scuola Oliver Twist Via Madruzza 36 Como

Ingresso: Gratuito

 L’Associazione sportiva di Cometa ti invita all’incontro dal titolo “A braccia alzate.. Videostorie di sport” presentate dal giornalista Nando Sanvito venerdì 15 Novembre alle ore 20.30 presso l’Aula Magna della Scuola Oliver Twist in via Madruzza 36 a Como.

Attraverso la visione di episodi di calcio, e non solo, si parteciperà ad un percorso di riflessione sui fattori che portano a buon fine ogni impresa umana e che nello sport viene chiamata vittoria.

Da tempo Sanvito racconta eventi e storie di sport in cui è stato coinvolto professionalmente e che gli hanno insegnato la bellezza dell’avventura del vivere. È la forza di un linguaggio elementare, quello delle immagini, unito alla grandiosità e al contempo alla drammaticità delle vicende umane, le quali – una volta lette in profondità – ci insegnano la bellezza dell’avventura del vivere.

La serata è realizzata in collaborazione con Impresa Frigerio, SafeCar e Bric’s.

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Interverrà come relatore: Nando Sanvito, giornalista sportivo. Il suo impegno educativo nasce a partire da un invito ricevuto che racconta in questo modo: “Un giorno mi telefonò a casa un’assistente sociale, chiedendomi di inventarmi qualcosa per intrattenere in una serata una trentina di ragazzi. Non mi sono dovuto inventare niente. Ho fatto funzionare invece la memoria e ho ricordato una serie di eventi e storie di sport in cui era stato coinvolto professionalmente e che mi avevano insegnato qualcosa di profondo per la vita. Ho raccolto la documentazione visiva di quelle storie e le ho raccontate loro.

La loro reazione è stata la stessa che aveva commosso me. Da allora – senza preventivarlo e con il semplice passaparola – sono stato invitato ovunque per raccontare quelle stesse storie a migliaia di persone, coinvolgendo generazioni molto diverse tra loro, dai preadolescenti fino ai nonni, dei più svariati strati sociali, avendo gli stessi riscontri, anche tra gente non interessata allo sport: è la  forza di un linguaggio elementare, quello delle immagini, unito alla grandiosità e al contempo alla drammaticità delle vicende umane, le quali – una volta lette nelle loro pieghe profonde – ci insegnano la bellezza dell’avventura del vivere”.

 

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