C’è chi misura il successo in un traguardo. Angad lo misura in passi: piccoli, concreti, ripetuti. È il modo con cui sta costruendo il suo futuro nel mondo della ristorazione, da studente di Sala Bar alla scuola Oliver Twist di Cometa.
Negli ultimi mesi il suo percorso si è arricchito grazie a “Shine Through Service”, il progetto realizzato con il sostegno di Brightstar che ha integrato il cammino scolastico con nuove azioni per favorire un reale apprendimento e colmare quelle lacune che avvicinando l’entrata nel mondo del Lavoro diventano urgenti e imprescindibili. Sempre nella pratica in assetto lavorativo e guidato dal supporto costante di insegnanti e tutor: ampliare il ventaglio di pratiche e tecniche di servizio per dare quelle skill che aiutano nell’autonomia gli studenti.
Angad ha le idee chiare e le racconta con la calma di chi sa che “il successo non è fatto solo di un punto di arrivo, ma di tutto il percorso”. I suoi obiettivi, dice, stanno prendendo forma “piano piano”: lavorare nei migliori ristoranti oppure, un giorno, aprire una sua attività. Per arrivarci servono competenze, ma anche metodo: imparare a ragionare con la propria testa, prendersi responsabilità, sbagliare e poi correggersi.
Una parte importante di questo cammino è passata dallo stage. Durante l’anno scolastico in corso, da ottobre a dicembre, Angad ha lavorato al bar Frey di Albate. Ha iniziato dalle mansioni più semplici, “prevalentemente dietro le quinte”, perché il locale è molto frequentato. Poi, passo dopo passo, ha iniziato a prendere ordini con il palmare e si è trovato anche a gestire qualche imprevisto: “In alcune occasioni il tablet non funzionava; quindi, ho dovuto arrangiarmi con altri sistemi”. In un ambiente così, la gestione della pressione diventa una competenza vera, non una teoria.
Quella prontezza, per lui, non nasce dal caso. Angad la collega direttamente a ciò che ha fatto a scuola: “La formazione a scuola mi è stata molto utile. Ci sono delle mansioni che sembrano semplici, ma in realtà non lo sono”. Dentro Shine Through Service, l’apprendimento non si ferma alla teoria: mette i ragazzi in condizioni di lavorare “per davvero”, unendo saper fare e saper essere. Nei laboratori e nella formazione in assetto lavorativo si allenano i gesti, la cura del dettaglio e l’attenzione al cliente, imparando a rendersi parte dell’esperienza di chi entra in un locale. L’obiettivo è arrivare al mondo del lavoro con più strumenti: non solo saper eseguire, ma saper scegliere come comportarsi, anche quando qualcosa non va per il verso giusto.
Per Angad, però, la differenza la fa anche un’altra parola: relazione. È la ragione per cui si è appassionato a questo lavoro. “Mi piacciono le relazioni – spiega –. In modo particolare quelle con i colleghi, a cui amo dare una mano”. E torna qui il tema dell’accompagnamento: “Ho sempre cercato di farcela da solo, ma il tutor mi ha sempre supportato: qui è essenziale, aiuta tanto”. Non è un aiuto che sostituisce: è un sostegno che fa crescere, che rafforza l’autostima e aiuta a stare nei rapporti con le persone, con i clienti e con i colleghi. È un accompagnamento discreto ma presente: lascia provare, poi aiuta a mettere a fuoco e ripartire.
Oggi Angad si sente più consapevole delle proprie capacità. Dopo “diverse esperienze di laboratorio, formazione in assetto lavorativo e stage”, racconta di sentirsi “molto più capace di fare le cose” e più vicino ai suoi obiettivi. Il prossimo passo, intanto, è chiaro: finire la scuola e poi specializzarsi. Il resto, come piace a lui, verrà un passo alla volta.