{"id":39244,"date":"2025-07-28T14:49:43","date_gmt":"2025-07-28T12:49:43","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=39244"},"modified":"2025-07-28T14:49:43","modified_gmt":"2025-07-28T12:49:43","slug":"il-campus-della-scuola-oliver-twist-insegnare-e-esplorare-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/es\/il-campus-della-scuola-oliver-twist-insegnare-e-esplorare-insieme\/","title":{"rendered":"IL CAMPUS DELLA SCUOLA OLIVER TWIST: INSEGNARE \u00c8 ESPLORARE INSIEME"},"content":{"rendered":"<p>Dalla cattedra ai banchi, per rimettersi in discussione, crescere a livello professionale e scoprire nuovi metodi di insegnamento per gli studenti. Dopo un lungo anno scolastico, la scuola Oliver Twist di Cometa non si \u00e8 fermata. Sfruttando il periodo estivo, i docenti, i tutor e gli insegnanti di sostegno hanno preso parte all\u2019ormai tradizionale Campus: otto giorni di percorso di formazione in cui mettersi in gioco, guidati da formatori esperti come Liliana Maggioni, Franca Manoukian e Ivo Lizzola, lavorando in team per capire insieme come insegnare nella maniera pi\u00f9 efficace ai ragazzi della scuola. Quest\u2019anno, in particolare, il tema centrale \u00e8 stato quello dell\u2019esplorazione.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il Campus ha lo scopo di dare la possibilit\u00e0 ai docenti di fare un passo avanti nella loro crescita personale e professionale.<\/em> \u2013 spiega il preside della scuola Giovanni Figini \u2013 <em>Vogliamo che ci\u00f2 che accade in aula, la lezione, sia di altissima qualit\u00e0, non nel senso di difficile, ma che l\u2019apprendimento accada veramente. Quest\u2019anno l\u2019intuizione deriva da alcuni incontri, con Agnese Moro, Adolfo Ceretti, Franca Manoukian, che ci hanno chiarito chi deve essere un maestro. Apprendere \u00e8 un\u2019esplorazione. Impariamo attraverso di essa: non perch\u00e9 qualcuno ci spiega delle cose, ma perch\u00e9, di fronte a qualcosa, dialoghiamo, la esploriamo, rispetto a ci\u00f2 che per noi ha un significato. Il tema del Campus, dunque, \u00e8 stato proprio quello dell\u2019esplorazione condivisa con l\u2019adulto\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Un metodo su cui Cometa lavora gi\u00e0 da anni e che rappresenta una vera e propria inversione del paradigma tradizionale, fatto di lezioni frontali e trasmissioni di nozioni. Ma se tutto \u00e8 gi\u00e0 pronto, definito, agli studenti risulta meno interessante. \u00c8 invece nel rapporto con le cose che nasce il desiderio di conoscere. Pertanto serve aspettare i ragazzi, condurli, aiutarli ad entrare nella complessit\u00e0 di ci\u00f2 che esplorano. Un lavoro non semplice, per cui occorre che gli insegnanti siano molto preparati. Da qui la necessit\u00e0 di un Campus di formazione.<\/p>\n<p>\u201c<em>Siamo partiti da una richiesta dei docenti: quella di parlare in maniera pi\u00f9 esplicita e specifica di didattica<\/em>. \u2013 spiega la docente Maria Chiara Gomaraschi, che ha contribuito a pensare e realizzare il percorso \u2013 <em>Grazie a Liliana, abbiamo indagato grandi autori come Skinner e Piaget e le convinzioni pedagogiche che stanno sotto a ci\u00f2 che facciamo in classe. Di fatto, anche noi abbiamo esplorato, confrontandoci ogni giorno con un pedagogista diverso e facendo in prima persona ci\u00f2 che poi proveremo a far fare ai nostri studenti durante l\u2019anno scolastico. Estremamente prezioso \u00e8 stato il confronto con i colleghi con altre competenze: questo ha permesso di imparare di pi\u00f9 e riscoprire anche le cose che pensavamo di sapere\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato dunque di mettere in discussione ci\u00f2 che si fa, per analizzarlo e provare a migliorarsi ulteriormente. Il percorso \u00e8 iniziato con un primo incontro, tenuto dalla sociologa Franca Manoukian e dal pedagogista Ivo Lizzola, utile soprattutto a ribaltare il metodo di lavoro. \u201c<em>Tante volte quando si fanno questi incontri si ha l\u2019idea di ascoltare qualcuno che ha qualcosa da dirci.<\/em> \u2013 racconta la la coordinatrice dei laboratori didattici di falegnameria e tessile Silvia Testin \u2013 <em>Invece in questo caso siamo partiti a discutere in piccolo gruppo sulle nostre esperienze. Anche la restituzione mi ha stupito: non un riassunto, ma una questione che emergeva come la pi\u00f9 sentita. In seguito ci hanno dato una mano a rileggerla\u201d.<\/em> Proprio il lavoro in equipe \u00e8 stato un altro valore aggiunto. \u201c<em>Non \u00e8 una cosa che avviene spesso.<\/em> \u2013 prosegue \u2013 <em>Ma pensare insieme e confrontarsi \u00e8 molto utile, perch\u00e9 ognuno pu\u00f2 contribuire alla crescita complessiva del ragazzo. In questo modo, oltre a insegnare, dal punto di vista didattico, si pu\u00f2 educare e aiutare a crescere una persona\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ma spesso, conoscere il lavoro dei colleghi pu\u00f2 aiutare anche a far nascere nuove collaborazioni che possono arricchire la proposta didattica. \u00c8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nell\u2019ultima parte del Campus, quando gli insegnanti sono stati invitati a pensare a lezioni tipo per il prossimo anno scolastico. <em>\u201cDa un lato ho provato a prendere spunto dagli altri <\/em>\u2013 racconta la docente di matematica e fisica Giulia Villa \u2013 <em>Dall\u2019altro, ho trovato alcune affinit\u00e0 con il lavoro che faccio io in aula, che mi hanno fatto pensare a possibili percorsi insieme. Dal Campus, per\u00f2, ho imparato soprattutto che \u00e8 importante rendere la lezione meno passiva possibile, non per forza inventando fuochi d\u2019artificio, ma avendo ben chiaro l\u2019obiettivo: educare a 360 gradi, non insegnando solo la materia, ma fornendo gli strumenti per avere uno sguardo critico sul mondo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Un lavoro che trover\u00e0 concreta applicazione con l\u2019inizio del nuovo anno scolastico, ma che ha gi\u00e0 avuto importanti effetti sui docenti. Ne sono una testimonianza le parole della professoressa Rachel Miletic, che frequenta il Campus da ormai nove anni. \u201c<em>\u00c8 stato esattamente ci\u00f2 di cui avevo bisogno da tempo. <\/em>\u2013 afferma \u2013 <em>La formazione con un\u2019esperta di apprendimento ci ha fatto ricordare perch\u00e9 insegniamo e ci aiuta a migliorarci. Io, personalmente, sono tornata a casa con la mente aperta, mi sento ispirata a trovare un modo per accompagnare al meglio i ragazzi. Voglio anche rivedere ci\u00f2 che ho fatto in questi anni per offrire agli studenti un servizio pi\u00f9 adeguato\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le aspettative per ci\u00f2 che ciascun insegnante sar\u00e0 in grado di fare da settembre, dunque, sono molto alte. \u201c<em>L&#8217;aspettativa \u00e8 che le lezioni del prossimo anno scolastico possano essere un&#8217;esplorazione<\/em>. \u2013 conclude Gomaraschi \u2013 <em>Di avere la disponibilit\u00e0 di guardare con i ragazzi qualcosa con l&#8217;ottica di esplorarla insieme, quindi di non chiudere tutto, ma lasciare la possibilit\u00e0 che qualcosa avvenga durante le lezioni\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cperch\u00e9 apprendere \u00e8 possibile solo attraverso un\u2019esperienza fatta e giudicata insieme, studenti e adulto &#8211; <\/em>conclude Giovanni Figini &#8211; <em>Non servono adulti che abbiano risposte, bens\u00ec adulti che abbiano vere domande, disposti a esplorare con i ragazzi, a orientarsi e riorientarsi costantemente con loro\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla cattedra ai banchi, per rimettersi in discussione, crescere a livello professionale e scoprire nuovi metodi di insegnamento per gli studenti. 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