{"id":31008,"date":"2022-03-14T17:51:05","date_gmt":"2022-03-14T16:51:05","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=31008"},"modified":"2022-03-14T17:51:05","modified_gmt":"2022-03-14T16:51:05","slug":"le-ragioni-dellaccoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/en\/le-ragioni-dellaccoglienza\/","title":{"rendered":"Le ragioni dell\u2019accoglienza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giancarlo e Marzia<\/strong> hanno passato i sessanta; lui \u00e8 in pensione e lei insegna. Cometa &#8211; cos\u00ec come la rete di famiglie per l\u2019affido sostenute da un\u2019equipe multidisciplinare &#8211; \u00e8 una realt\u00e0 che conoscono da tanti anni. Scoppia la pandemia e loro <strong>decidono di fare il passo: dare la disponibilit\u00e0 ad accogliere<\/strong>. Nel giro di pochi giorni, arriva la telefonata del pronto intervento dell\u2019Associazione di Cometa. Mauro chiede loro di accogliere tre bambini egiziani. Il padre, intubato per Covid, \u00e8 in terapia intensiva e la mamma, con la saturazione dell\u2019ossigeno bassa, \u00e8 gi\u00e0 in ambulanza, pronta a partire per l\u2019ospedale. <strong>Ma non c\u2019\u00e8 nessuno che si pu\u00f2 prendere cura dei tre figli piccoli.<\/strong> <strong>Non c\u2019\u00e8 tempo per grandi pensamenti, Marzia non ha dubbi e dice di s\u00ec.<\/strong> <strong>Giancarlo<\/strong>, tra i due, \u00e8 quello che pondera di pi\u00f9 le situazioni\u2026 ma di fronte allo slancio della moglie <strong>si lascia trascinare<\/strong>. \u00abSiamo stati messi insieme per compensarci\u00bb, scherza \u00abci bilanciamo e cos\u00ec siamo pi\u00f9 realisti nelle decisioni\u00bb.<\/p>\n<p>Marzia parte immediatamente. La mamma dall\u2019ambulanza saluta i bambini prima che salgano sull\u2019auto. <strong>\u00c8 il 2020, pieno<em> lockdown<\/em>, del Covid si sa ancora poco, \u00abvaccino\u00bb \u00e8 una parola sconosciuta.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTutti, compresi i nostri figli\u00bb, ricorda Giancarlo \u00abci dicevano: \u201cSiete pazzi, la gente si barrica in casa per paura dei contagi e voi aprite le porte a persone che potrebbero essere infette?\u201d\u00bb. Il Covid fa paura, ma Marzia e Giancarlo non si tirano indietro. E poi i bambini sono negativi e stanno bene. Gli amici di Cometa portano immediatamente i generi di prima necessit\u00e0 e mascherine di protezione, al quel tempo merce rara.\u00a0Giancarlo spiega ai figli il perch\u00e9 di quella decisione: \u00ab<strong>Mi sono immedesimato con quella mamma: se mi fossi trovato io in quella situazione?<\/strong> Su un\u2019autoambulanza e voi abbandonati per strada, senza nessuno\u2026 Non potevamo fare diversamente: abbiamo detto di s\u00ec a quella richiesta d\u2019aiuto\u00bb.<\/p>\n<p>In famiglia il virus si \u00e8 portato via il fratello, gi\u00e0 malato di leucemia, di Giancarlo. Fuori e dentro dall&#8217;ospedale. Infezioni, polmoniti, reparto Covid. Per sei mesi non l&#8217;avevano visto fino alla notizia della sua morte.<\/p>\n<p>Il giorno dopo del ricovero, la mamma dei tre piccoli sta meglio. La saturazione \u00e8 ritornata nella norma e i medici decidono di dimetterla. I bambini possono rientrare a casa, ma prima devono fare un tampone di controllo. E questa volta l\u2019esito \u00e8 positivo. \u00abCos\u00ec ho pensato: adesso tocca a me. Ci siamo chiusi in una stanza io e mia moglie e abbiamo iniziato la quarantena con una certa preoccupazione\u00bb racconta Giancarlo. E invece\u2026 \u00abNon ci siamo ammalati. E questo per noi \u00e8 stato il segno di un di pi\u00f9\u00bb. <strong>Un segno che ha aperto un varco nella loro storia.<\/strong> In universit\u00e0 avevano incontrato Mariagrazia e, frequentando lei, i due fratelli Erasmo e Innocente Figini. Erano stati negli anni testimoni della nascita di quella famiglia \u201callargata\u201d. All&#8217;origine di tutto c&#8217;era stata l&#8217;accoglienza di un bambino sieropositivo, e da l\u00ec la decisione di andare a vivere insieme con le mogli, Serena e Marina, per sostenersi e condividere l&#8217;affido di altri bambini. Per Giancarlo e Marzia, che abitano a Milano, quella \u00e8 un\u2019esperienza bella, affascinante, cui guardare \u00ab<strong>Ho sempre avuto una certa attrattiva\u00bb,<\/strong> racconta Marzia \u00ab<strong>di come loro vivevano, non senza problemi, tra figli naturali e in affido\u00bb.<\/strong> Ma le loro vite erano piene dell\u2019insegnamento a scuola e dei tanti giovani che incontravano e frequentavano la loro casa. E poi i loro due figli naturali: Francesco che oggi sta per laurearsi e Giacomo sposato con due bambini.<\/p>\n<p>Attraverso Ettore, un amico che poi morir\u00e0 di leucemia, ricominciano a frequentare Cometa. Partecipano all\u2019incontro mensile tra le famiglie che vivono l\u2019esperienza dell\u2019affido condividendo momenti di aiuto e di sostegno e iniziano il percorso di formazione per diventare affidatari. Quando Giancarlo va in pensione e normalmente si inizia la fase della tranquillit\u00e0, in loro scatta il desiderio di approfondire quel fascino che sempre li aveva accompagnati e rompono gli indugi decidendo di dare la loro disponibilit\u00e0 all\u2019accoglienza. <strong>\u00abLa bellezza e la ricchezza che avevamo visto non potevamo tenerla per noi. La gratitudine di scoprirsi voluti, amati da qualcuno, ci ha fatto desiderare di guardare allo stesso modo gli altri\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Lara (nome di fantasia) \u00e8 una bambina di tre mesi, la mamma \u00e8 morta dandola alla luce. Arriva a casa di Giancarlo e Marzia a fine dicembre. \u00abCon una neonata abbiamo dovuto \u201cripassare\u201d i gesti che facevamo con i nostri figli quando erano piccoli. E sono ricominciate le notti insonni\u00bb. Non \u00e8 facile. Sono ben consapevoli che il loro abbraccio sar\u00e0 pieno di dolore per il distacco. <strong>\u00abCi chiedono: perch\u00e9 vi andate a cercare questa sofferenza? Ma noi sappiamo che la vita \u00e8 questa gioia e dolore messi insieme. Non si pu\u00f2 fuggire\u00bb<\/strong> spiega Marzia e quasi soprappensiero Giancarlo la interrompe: \u00ab<strong>Del resto anche i figli prima o poi vanno via di casa e prendono la loro strada.<\/strong> Non sono nostri. <strong>Senza la consapevolezza del distacco non \u00e8 amore vero, volergli bene vuol dire lasciarli andare. Vuol dire mantenere quella distanza che ti fa vedere l\u2019altro per quello che \u00e8<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Lara\u00a0 \u00e8 bellissima, \u00abuno splendore\u00bb. I medici, che l\u2019hanno avuta in cura, danno indicazioni a questa coppia di sessantenni: \u00ab\u00c8 una bambina che va abbracciata tantissimo\u00bb. Intorno a Giancarlo e Marzia inizia una solidariet\u00e0 spontanea dei negozianti della zona. Dalla farmacista alla cassiera del supermercato. \u00abSapevano quello che stavamo facendo ed erano stupiti quando ci incontravano. Come il pediatra che nonostante non avesse pi\u00f9 posti si era reso disponibile a prendere in carico la bambina perch\u00e9 non voleva \u201cperderla\u201d.\u00bb<strong> Lara ora \u00e8 stata adottata. Al dolore della partenza, si \u00e8 affiancata la gioia della famiglia che l\u2019ha presa in adozione<\/strong>. <strong>\u00abForse non abbiamo mai pianto cos\u00ec tanto e allo stesso tempo mai stati cos\u00ec felici\u00bb.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Per Giancarlo e Marzia una cosa \u00e8 chiarissima: non sarebbero mai riusciti a vivere l&#8217;esperienza dell\u2019affido da soli. \u00abSenza Cometa e la compagnia costante delle famiglie \u00e8 impossibile imbarcarsi in un&#8217;avventura di questo tipo, anche solo per districarsi tra le tante pratiche burocratiche che si incontrano. Ma \u00e8 soprattutto la possibilit\u00e0 di incontrare educatori, medici che aiutano a scoprire fin nei dettagli cosa vuol dire accogliere un altro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abNon ce la siamo andata a cercare. \u00c8 accaduto tutto quasi per caso\u2026 un disegno fatto di imprevisti. Del resto la vita non ce la siamo data noi. Ci affidiamo e ci fidiamo. C\u2019\u00e8 un positivo che sempre affiora, anche nel dolore\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo Lara, un\u2019altra bimba di due mesi e poi una ragazza madre con il figlio piccolo con un grave problema linfatico\u2026 e c\u2019\u00e8 l\u2019emergenza profughi dell\u2019Ucraina. \u00ab<strong>Non sappiamo cosa accadr\u00e0, ma abbiamo visto che tutto \u00e8 per un bene<\/strong>. \u00c8 questo che continuamente scopriamo quando andiamo in Cometa. Per cui ricominciamo ogni giorno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giancarlo e Marzia hanno passato i sessanta; lui \u00e8 in pensione e lei insegna. 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