{"id":21772,"date":"2020-03-03T15:44:20","date_gmt":"2020-03-03T14:44:20","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=21772"},"modified":"2020-03-03T15:44:20","modified_gmt":"2020-03-03T14:44:20","slug":"coronavirus-pensiero-dei-nostri-ragazzi-quanto-sta-accadendo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/en\/coronavirus-pensiero-dei-nostri-ragazzi-quanto-sta-accadendo\/","title":{"rendered":"Coronavirus, un pensiero dei nostri ragazzi su quanto sta accadendo."},"content":{"rendered":"<p>Coronavirus: stiamo davvero tutti per morire? <span style=\"color: #d57800\"><strong>Non \u00e8 solo questo che importa a noi e non \u00e8 sicuramente il tema principale dell\u2019articolo.<\/strong><\/span> Infatti scriviamo in questo momento, mentre continuiamo a studiare e cerchiamo di affrontare serenamente i compiti e le attivit\u00e0 quotidiane, nonostante le notizie che ognun conosce.<\/p>\n<p>Tuttavia viviamo nel mondo, quindi non ci esimeremo dall\u2019analizzare brevemente ci\u00f2 che succede e dall\u2019adeguarci alle disposizioni date.\u00a0<span>[\u2026.]<\/span><br \/>Ci\u00f2 detto, non trascurabile \u00e8 la psicosi collettiva creatasi in questi giorni: anche di fronte alle dichiarazioni autorevoli degli esperti, <span style=\"color: #d57800\"><strong>sembra che a dominare sia il panico, ma di cosa?<\/strong> <strong><u>Della morte? \u00c8 forse una tematica nuova? Assolutamente no.<\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d57800\"><strong><u>L\u2019uomo ha sempre dovuto fronteggiare la domanda sulla fine della vita, ma mai come di questi tempi si \u00e8 trovato impotente ed angosciato: la scienza sembra avere soffocato ogni nostra domanda<\/u><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>Abbiamo milioni di dati a nostra disposizione che in fondo non ci dicono nulla, non ci forniscono risposte. In tal senso <span style=\"color: #d57800\">\u201c<strong><u>abbiamo barattato la realt\u00e0 con le informazioni<\/u><\/strong>: <strong><u>sappiamo molto poco di tutto, ma non sappiamo vivere meglio,<\/u><\/strong><\/span> perch\u00e9 l\u2019arte di vivere dipende dalla ricerca della verit\u00e0, non dal numero di informazioni immagazzinate\u201d come perfettamente ha sintetizzato Alessandro D\u2019Avenia in un suo articolo (Elogio dell\u2019estremismo, Corriere della Sera 24 Febbraio 2020). Ancora: \u201cnon siamo pi\u00f9 capaci [&#8230;] di un sano rapporto con la morte\u201d, come ha riportato Antonio Scurati sul Corriere (Coronavirus, l\u2019inerzia e l\u2019isteria quando va in pezzi l\u2019idea di modernit\u00e0, 23 Febbraio 2020).<\/p>\n<p><span style=\"color: #d57800\"><strong>Appurato ci\u00f2, cosa scioglie la paralisi della paura? Cosa c\u2019\u00e8 oltre il dato, oltre la <u>precauzione e l\u2019allarmismo? <\/u><\/strong><\/span>Tutti ci troviamo concordi sul fatto che la storia sia una fondamentale maestra: in questo caso ci dice che la malattia ha sempre fatto parte della storia umana e che sono stati trovati antidoti, anticorpi o si \u00e8 andati incontro alla morte, cosa che rende consapevole l\u2019uomo della sua limitatezza. Sebbene i numeri odierni non siano cos\u00ec allarmanti rispetto a ben pi\u00f9 note pandemie come la peste, <span style=\"color: #d57800\"><strong>il pericolo pi\u00f9 grande \u00e8 quello che muoia l&#8217;umanit\u00e0 in noi, cio\u00e8 la coscienza della nostra connaturata finitudine e la condivisione della sofferenza e del dolore che da essa pu\u00f2 scaturire.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ad esempio, nel Medioevo la nascita degli ospedali \u00e8 stata dettata solo in parte dall\u2019esigenza di guarire i malati; la cura, anche degli incurabili, era attribuita in ragione di qualcosa di pi\u00f9 grande a cui i medievali si appoggiavano, che dava un\u2019ipotesi di senso di fronte alla morte. Tale ipotesi permea anche i Promessi Sposi del Manzoni, come emerge \u201cdall\u2019allegrezza\u201d nel curare gli appestati che muoveva i confratelli di Padre Felice Pozzobonelli nel XXXI capitolo, e i cappuccini che Manzoni ritrae indaffarati nel lazzaretto di Milano, o ancora come avviene con Fra\u2019 Cristoforo il quale \u201cprese una gran croce, se la inalber\u00f2 davanti\u201d e si mise alla testa della processione per i morti (Cap. XXXV). Vi sarebbero tantissimi altri esempi da consultare, come quelli di don Bosco o di Madre Teresa Di Calcutta. Forse oggi si vedono le conseguenze dell\u2019aver accettato, in maniera acritica, il paradigma dell\u2019homo homini lupus, di hobbesiana memoria, <span style=\"color: #d57800\"><strong><u>come si deduce dalla solitudine e dall\u2019isolamento che tutti patiamo, che si palesano ancora di pi\u00f9 in questa occasione.<\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p>Pertanto, l\u2019antidoto alle posizioni illustrate \u00e8 cogliere questa circostanza per prendere una posizione umana personale, senza delegarla alle istituzioni o all\u2019analisi dei dati: innanzitutto lasciandosi interrogare dai fatti e chiedendosi quale sia la propria ipotesi di senso di fronte alla morte ed alla condivisione dei drammi della vita. <span style=\"color: #d57800\"><strong><u>In altre parole: mentre si esulta per la sospensione delle lezioni e si corre alla ricerca delle mascherine si pu\u00f2 anche decidere di affrontare in modo diverso il problema.<\/u><\/strong> <strong>Se un nostro caro contraesse il virus, come affronteremmo la sua malattia? Adotteremmo solo \u201cmisure precauzionali\u201d? Oppure avremmo bisogno di qualcosa d\u2019altro?<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>Maria Chiara, Francesco, Marcela, Giovanni, Antonella, Riccardo<br \/>I ragazzi e i docenti della Scuola Oliver Twist<br \/><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coronavirus: stiamo davvero tutti per morire? Non \u00e8 solo questo che importa a noi e non \u00e8 sicuramente il tema principale dell\u2019articolo. Infatti scriviamo in questo momento, mentre continuiamo a studiare e cerchiamo di affrontare serenamente i compiti e le attivit\u00e0 quotidiane, nonostante le notizie che ognun conosce. 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