{"id":8136,"date":"2014-09-26T09:26:49","date_gmt":"2014-09-26T07:26:49","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=8136"},"modified":"2014-09-26T09:26:49","modified_gmt":"2014-09-26T07:26:49","slug":"non-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/non-meno\/","title":{"rendered":"Non uno di meno"},"content":{"rendered":"<p><strong>Non uno di meno, nel segno della bellezza.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cNon uno di meno\u201d titolava un bel film di qualche anno fa, ambientato in una sperduta zona rurale e povera della Cina. Non uno di meno erano gli studenti che una giovanissima supplente doveva far ritrovare al maestro titolare, al suo rientro in classe dopo di un breve periodo di assenza. Un \u00a0mandato chiaro, da rispettare cominciando con il tenere la porta chiusa, per evitare che i bambini fuggissero! L\u2019impegno assunto le cost\u00f2 un accidentato viaggio in citt\u00e0 e una ricerca affannosa per ritrovare e riportare a scuola un allievo che invece da quella classe se ne era andato, costretto a lavorare per aiutare la sua famiglia: un allievo \u201cdisperso\u201d, un drop-out, come diremmo con il linguaggio specialistico che descrive il fenomeno dell\u2019abbandono scolastico.<!--more--><\/em><\/p>\n<p><em>Non uno di meno \u00e8 l\u2019obiettivo del nostro sistema formativo nei suoi diversi livelli, ordini e percorsi, con il diritto-dovere all\u2019istruzione alla formazione sino ai 18 anni. Ma il suo raggiungimento resta ancora lontano come dimostrano i dati relativi alla dispersione scolastica (17,6% nel 2012, mentre il benchmark europeo fissato dall\u2019Agenda di Lisbona chiederebbe di ridurlo almeno al 10%). Chiudere la porta non basta\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>La giovane supplente era riuscita nell\u2019impresa coinvolgendosi in prima persona; altre persone e fattori intervenienti l\u2019avevano aiutata (persino la televisione), ma la dimensione del coinvolgimento di s\u00e9 \u2013 via via crescente \u2013 era stata certamente la condizione\u00a0sine qua non\u00a0per il successo del \u201crecupero\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Di questa dimensione di investimento personale \u2013 come traspare sin dal primo fotogramma del video da cui traggono spunto queste brevi note \u2013 sono ben consapevoli alla Oliver Twist. Non potrebbe essere diversamente in questa scuola di istruzione e formazione professionale nata \u2013 non per caso \u2013 all\u2019interno dell\u2019esperienza di accoglienza ed educazione dell\u2019Associazione Cometa di Como, realt\u00e0 di famiglie che sostengono altre famiglie, generatasi circa venticinque anni orsono a partire da un affido, subito diventato progetto di condivisione \u2013 come racconta il principale protagonista, Erasmo Figini, al quale, proprio in virt\u00f9 di questa particolare origine dell\u2019intera avventura di vita, non piace essere chiamato il \u201cfondatore\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 nel solco, anzi, \u00e8 dentro a questa esperienza \u2013 simbolicamente e fisicamente, dato che la sede dell\u2019una \u00e8 collocata nell\u2019altra \u2013 che la scuola Oliver Twist, con i suoi tre indirizzi <a href=\"https:\/\/puntocometa.dev\/tessile\/\">tessile<\/a>\/moda, legno\/mobile, ristorazione, ha preso corpo, incarnando il principio \u2013 diciamolo cos\u00ec, per ora provvisoriamente \u2013\u00a0 dell\u2019apprendere attraverso l\u2019esperienza, arrivando a seguire oggi circa 380 ragazzi tra i 14 e i 18 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019offerta formativa comprende corsi quadriennali di qualifica e corsi di formazione professionale, opportunit\u00e0 di orientamento e avvicinamento al lavoro rivolti anche a studenti drop-out, che vengono accolti e rimotivati, reinseriti in un percorso scolastico oppure avviati a una professione.<\/em><\/p>\n<p><em>Non uno di meno \u00e8 dunque, certamente, fra gli obiettivi di questo poliedrico luogo di apprendimento, nel quale questo motto non si declina solo nella dimensione del\u00a0contrasto\u00a0alla dispersione scolastica offrendo una \u201cseconda chance\u201d, ma si traduce in una azione\u00a0preventiva\u00a0all\u2019abbandono formativo (inteso in senso lato sino a includere lo scarso rendimento negli studi, i fallimenti, le ripetenze\u2026), azione che si esplicita nella promozione di una pluralit\u00e0 di proposte professionalizzanti, capaci di rispondere alle capacit\u00e0, ai desideri e ai bisogni differenziati dei ragazzi.<\/em><\/p>\n<p><em>Per una scuola di questo tipo, il coinvolgimento del mondo del lavoro \u00e8 centrale, anzi, vitale. Non stupisce, quindi, che particolare cura sia stata prestata, sin dal suo esordio, a coltivare rapporti di collaborazione, ma potremmo dire meglio di \u201calleanza educativa\u201d, con le imprese e agli artigiani locali; un\u2019alleanza che chiama le une e gli altri a scommettere su questo progetto e ovviamente sui ragazzi ai quali offrono il proprio sapere e un cammino da percorrere insieme.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 importante ancora di questo fitto tessuto di legami \u00e8 l\u2019approccio pedagogico, il senso attribuito al fare scuola, una <a href=\"https:\/\/puntocometa.dev\/scuola-professionale\/\">scuola professionale<\/a>, nello specifico, che considera l\u2019apprendimento un\u2019esperienza che matura attraverso il fare. \u00c8 qui che si situa uno degli aspetti pi\u00f9 originali della proposta formativa della Oliver Twist, con l\u2019apertura al suo interno delle cosiddette \u201cbotteghe\u201d: veri e propri luoghi di lavoro, nei quali i ragazzi imparano un mestiere, seguono l\u2019intero processo produttivo \u2013 dall\u2019ideazione alla realizzazione \u2013 di un bene o un servizio pensato in vista della sua potenziale (se non effettiva) collocazione sul mercato; luoghi nei quali tanto le regole da seguire quanto ogni dettaglio dell\u2019ambiente sono quelli propri di una realt\u00e0 lavorativa.<\/em><\/p>\n<p><em>Misurarsi con un incarico calato sin da subito nel concreto di una attivit\u00e0 di impresa \u00e8 solo uno degli elementi di forza della proposta. A ci\u00f2 si aggiunga il particolare rapporto che si viene a creare tra gli alunni e i docenti, pi\u00f9 opportunamente definiti anche maestri. Ogni ragazzo, infatti, \u00e8 chiamato a vivere la relazione con i docenti in modo proattivo, come opportunit\u00e0 per scoprire tutto ci\u00f2 che \u00e8 rilevante sul piano delle conoscenze al fine elaborare e realizzare al meglio un originale progetto lavorativo. Diventa cos\u00ec centrale la dimensione della scelta, dell\u2019impegno personale, della decisione di mettersi in gioco, scoprendo e valorizzando il proprio talento. Ciascuno \u00e8 a suo modo\u00a0unico\u00a0ed\u00a0eccellente, come \u00e8 scritto all\u2019ingresso della scuola (e come ogni ragazzo \u00e8 guardato e accolto ogni giorno!), ma a ciascuno spetta di crederci, di spendersi in prima persona, come \u2013 sempre all\u2019ingresso \u2013 ricordano uno scimpanz\u00e9 a grandezza naturale e i versi di Dante \u201cfatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 per\u00f2 forse il modo di intendere il nesso tra sapere e fare, la vera chiave di volta della Oliver Twist. In un paese come il nostro, nel quale la visione gentiliana della gerarchia dei saperi e delle scienze (che poneva in alto le scienze teoretiche e ai livelli via via successivi le scienze pratiche, tecniche, produttive e professionali) continua a imprimere di s\u00e9 il sistema formativo nonostante i fiumi di parole versati per superarla, il modello di apprendimento qui proposto \u00e8 una \u201crivoluzione copernicana\u201d. Il fare non \u00e8 solo derivazione del conoscere, applicazione di un sapere appreso, ma \u00e8 anche\u00a0la\u00a0via\u00a0per\u00a0conoscere; e una scuola professionale non \u00e8 una \u201cseconda scelta\u201d per raccogliere ragazzi che non hanno particolare propensione per lo studio, ma una proposta che\u00a0risponde\u00a0all\u2019innato\u00a0desiderio\u00a0di conoscenza\u00a0che tutti hanno, solo che li si sappia e voglia accompagnare nel riscoprirlo dentro di s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>Le imprese e gli artigiani, le botteghe, i maestri, l\u2019approccio educativo e il modello didattico, il fare congiunto al conoscere, la responsabilit\u00e0, la libert\u00e0 e il talento individuale sono dunque i tasselli di una proposta formativa che non solo non vuole \u201cperdere\u201d nessuno, bens\u00ec vuole portare ciascuno a compiere il proprio percorso lungo strada della conoscenza. Ma \u00e8 in fondo racchiusa in una sola parola la cifra distintiva della scuola; \u00e8 la parola \u201cbellezza\u201d, che ricorre nel video e che nell\u2019esperienza della Oliver Twist diviene\u00a0sguardo che educa\u00a0a guardare la realt\u00e0 circostante, gli altri e noi stessi.<\/em><\/p>\n<p><em>Sar\u00e0 certo dovuto alla mia appartenenza ambrosiana se nel sentire Erasmo Figini spiegare il senso di questo sguardo mi \u00e8 tornata alla mente una lettera pastorale (Quale bellezza salver\u00e0 il mondo?) a me particolarmente cara, scritta dal Cardinal Martini ormai quindici anni fa. Alle soglie del nuovo millennio e del Giubileo, alla fine di un secolo \u201cnon pi\u00f9 breve\u201d (come lo aveva definito lo stesso Cardinale, perch\u00e9 a dispetto della svolta impressa dalla caduta del muro di Berlino dieci anni prima, il secolo si era \u201criaperto\u201d con la guerra dei Balcani e gli odi etnici che infervoravano conflitti mai superati, con le sfide che la globalizzazione riversava sull\u2019economia, la politica, la societ\u00e0 sin dentro la vita delle persone), di fronte alle difficolt\u00e0 e alle brutture del mondo contemporaneo, alla bellezza spettava di trovare una via per tenere insieme bont\u00e0, giustizia e verit\u00e0, l\u00e0 dove verit\u00e0 e giustizia sembravano non essere pi\u00f9 capaci di aver presa. Ma quale bellezza? Impossibile restituire qui la complessit\u00e0 e la profondit\u00e0 della lettera. Ma la domanda suona pi\u00f9 che mai attuale; il secolo \u201cnon pi\u00f9 breve\u201d pare non essersi mai chiuso, con il Medio Oriente in fiamme, la crisi economica che non si risolve, il lavoro che manca, l\u2019impoverimento che cresce,\u2026 Diversi i modi per dare una risposta, a partire da percorsi di vita quotidiana spesi nel segno del dono di s\u00e9, della condivisione, dell\u2019apertura all\u2019altro; percorsi che fanno della \u201cbellezza espressione visibile del bene\u201d. Percorsi sui quali anche alla Oliver Twist ci si pu\u00f2 incamminare. Non sembri troppo ampia la distanza tra le difficolt\u00e0 che caratterizzano il nostro tempo e i passi che si possono compiere dentro una scuola: educare al bene (e al bello) gli adulti di domani \u00e8 indispensabile per costruire una societ\u00e0 migliore gi\u00e0 oggi.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>di Rosangela Lodigiani,\u00a0in racconti<a title=\"Visualizza tutti gli articoli in racconti\" href=\"http:\/\/www.generativita.it\/category\/introduzione\/racconti\/\" rel=\"category tag nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.generativita.it\/introduzione\/racconti\/2014\/08\/06\/non-uno-di-meno-nel-segno-del-bellezza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Leggete l&#8217;articolo e guardate il video sulla Scuola Oliver Twist di Cometa pubblicato da Genius Loci<br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non uno di meno, nel segno della bellezza. \u201cNon uno di meno\u201d titolava un bel film di qualche anno fa, ambientato in una sperduta zona rurale e povera della Cina. Non uno di meno erano gli studenti che una giovanissima supplente doveva far ritrovare al maestro titolare, al suo rientro in classe dopo di un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":8139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"give_campaign_id":0,"footnotes":""},"categories":[122],"tags":[],"class_list":["post-8136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8136\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}