{"id":38253,"date":"2025-03-27T10:05:44","date_gmt":"2025-03-27T09:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=38253"},"modified":"2025-03-27T10:05:44","modified_gmt":"2025-03-27T09:05:44","slug":"tra-storia-e-umanita-gli-studenti-di-cometa-imparano-il-dialogo-e-la-non-violenza-dalle-parole-di-agnese-moro-e-franco-bonisoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/tra-storia-e-umanita-gli-studenti-di-cometa-imparano-il-dialogo-e-la-non-violenza-dalle-parole-di-agnese-moro-e-franco-bonisoli\/","title":{"rendered":"TRA STORIA E UMANITA\u2019: GLI STUDENTI DI COMETA IMPARANO IL DIALOGO E LA NON VIOLENZA DALLE PAROLE DI AGNESE MORO E FRANCO BONISOLI"},"content":{"rendered":"<p>Una lezione di storia, ma anche di umanit\u00e0. \u00c8 stata un\u2019esperienza significativa, quella vissuta dagli studenti della scuola Oliver Twist, che hanno incontrato in Cometa Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, e Franco Bonisoli, ex membro delle Brigate Rosse e tra gli autori del sequestro del politico, il 16 marzo 1978.<\/p>\n<p>Attraverso le parole dei due protagonisti, gli studenti hanno potuto conoscere la storia di quegli anni, dall\u2019ideale di Bonisoli e delle Brigate Rosse di fondare uno Stato pi\u00f9 giusto attraverso la violenza fino all\u2019arresto e a un cambiamento, avvenuto in carcere, solo di fronte all\u2019umanit\u00e0: un\u2019apertura nella chiusura, messa in atto da un direttore che invece di inasprire le pene cerc\u00f2 il dialogo, favorendo l\u2019ascolto e rimuovendo le barriere, all\u2019interno del luogo di detenzione e con l\u2019esterno. Dalla testimonianza \u00e8 emerso un cambio di prospettiva, derivato dalla presa di consapevolezza che dietro allo Stato, dietro alle figure che lo governano e lo difendono, ci sono persone, che per quella violenza esercitata dai brigatisti, provavano dolore. E se da un lato c\u2019\u00e8 il cambiamento di Franco Bonisoli, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 il coraggio di Agnese Moro, testimone diretta del dolore, ma capace di stare di fronte ad esso e a quello di chi le ha fatto del male.<\/p>\n<p>\u201cQuando ho incontrato Franco per la prima volta, mi sono sentita un po\u2019 fuori posto \u2013 racconta \u2013. Poi ho capito che quello era il mio posto, dove volevo stare, dove il cuore mi diceva che \u00e8 giusto e che \u00e8 bello che io stia. Ma per sentirlo devi buttare a mare l\u2019idea che noi siamo fatti per odiare, che quella fosse la reazione normale. Non \u00e8 vero: \u00e8 normale sedersi in una stanza, guardarsi negli occhi. Io guardo il suo dolore e lui guarda il mio. A volte lo rimprovero, ma \u00e8 un rimprovero che crea vicinanza. Gli sto dicendo: sei come me, come hai potuto fare ci\u00f2 che hai fatto? Pensavo che il dolore fosse mio, ma poi ho visto il dolore che comporta averle date pensando di salvare il mondo, per poi voltarsi indietro e vedere solo i corpi umani che ha lasciato. Anche quello \u00e8 un dolore terribile\u201d.<\/p>\n<p>Una doppia testimonianza che ha lasciato negli studenti un forte senso di riconoscenza, tanto che, al termine, hanno prodotto numerose riflessioni, raccolte in lettere indirizzate ai due testimoni. \u201c\u00c8 stato un momento intenso e profondo \u2013 racconta una studentessa \u2013. Si \u00e8 creato uno spazio in cui emozioni e idee potessero uscire liberamente, senza giudizi. Mi ha colpito la capacit\u00e0 di guardare alla vita con uno sguardo curioso e profondo, ma allo stesso tempo sereno. Mi ha fatto pensare a quanto sia importante fermarsi, ascoltare, riflettere, e trovare nella quotidianit\u00e0 quei piccoli momenti di bellezza e significato che spesso ci sfuggono\u201d.<\/p>\n<p>E le chiavi di lettura sono state diverse e personali. C\u2019\u00e8 chi si \u00e8 soffermato maggiormente sulla parte storica e chi, invece, sulla figura dei testimoni e il loro vissuto. A colpire, di Agnese Moro, \u00e8 stata soprattutto la capacit\u00e0 di incontrare e mettersi in ascolto. \u201cAbbiamo imparato a superare le differenze \u2013 raccontano \u2013. Ci hanno colpiti il coraggio e la forza nel riuscire a perdonare e quanto quest\u2019ultimo sia importante, perch\u00e9 tutti, soprattutto da giovani, possono commettere degli errori e voler rimediare\u201d. Ma c\u2019\u00e8 anche chi ha pensato, prima di tutto, ad Aldo Moro: \u201cVive ancora, nella memoria degli italiani\u201d.<\/p>\n<p>Tanti anche coloro che sono rimasti toccati dalle parole di Franco Bonisoli. Anche in questo caso, le riflessioni sono diverse: dal non avere pregiudizi al saper ammettere i propri errori. \u201cCi ha sorpreso la capacit\u00e0 di Franco di rendersi conto di avere agito in modo sbagliato \u2013 spiegano alcuni studenti \u2013. Tanti sbagliano, ma non lo capiscono\u201d.<\/p>\n<p>Tutti spunti di riflessione di cui fare tesoro e che stanno proprio alla base dell\u2019attivit\u00e0 che i due testimoni hanno deciso di fare insieme. \u201cMi sono accorto che pensare di cambiare il mondo attraverso la violenza ha finito per negare i valori che mi hanno spinto alla scelta della lotta armata \u2013 racconta Bonisoli \u2013. La violenza crea solo violenza. E attenzione che parte anche dalle parole. Abbiamo in mano un potere enorme: usare quelle che costruiscono. Qui entriamo nel discorso della scelta: scegliere da che parte stare e come impegnare le proprie energie. Un modo valido \u00e8 aiutare le persone in difficolt\u00e0. Io ho iniziato in carcere a costruire percorsi che ci portavano fuori aiutando detenuti che stavano peggio di noi. Tutti abbiamo una grande possibilit\u00e0: iniziate fin da giovani\u201d. Un prezioso insegnamento, quello che i ragazzi di Cometa, gli adulti di domani, hanno tratto dalle parole ascoltate. Un\u2019esperienza di cui fare tesoro, per costruire una vita basata sul rispetto e sul dialogo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong><em>Lettera di una studentessa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Cari Agnese e Franco,<\/p>\n<p>dopo l\u2019incontro di venerd\u00ec sento il bisogno di scrivervi per dimostrare la mia riconoscenza per quello che \u00e8 stato detto. \u00c8 stato un momento molto intenso e profondo, che ha suscitato in me una riflessione che desidero condividere con voi. Le parole che avete detto hanno espresso un legame con qualcosa di pi\u00f9 profondo e autentico. \u00c8 come se, insieme, aveste creato uno spazio dove emozioni e idee potessero uscire liberamente, senza giudizi.<\/p>\n<p>In particolare, mi ha colpito la vostra capacit\u00e0 di guardare alla vita con uno sguardo curioso e profondo, ma allo stesso tempo sereno. \u00c8 come se, pur consapevoli delle difficolt\u00e0 che ci circondano, riusciste a mantenere la luce della speranza che spesso si perde nel ritmo intenso della quotidianit\u00e0. Mi ha fatto pensare a quanto sia importante fermarsi, ascoltare, riflettere, e trovare nella quotidianit\u00e0 quei piccoli momenti di bellezza e significato che spesso ci sfuggono.<\/p>\n<p>L\u2019incontro mi ha anche fatto riflettere sul valore del confronto e della condivisione tra le persone. La testimonianza mi ha fatto capire ancora di pi\u00f9 quanto sia importante non solo dire ci\u00f2 che pensiamo, ma soprattutto essere disposti a ricevere.<\/p>\n<p><em>Saluti da D.<\/em><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38254\" src=\"https:\/\/puntocometa.dev\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/immagine-4-1-225x300.jpeg\" alt=\"-\" width=\"225\" height=\"300\" title=\"\"> <img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38255\" src=\"https:\/\/puntocometa.dev\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/immagine-5-1-225x300.jpeg\" alt=\"-\" width=\"225\" height=\"300\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lezione di storia, ma anche di umanit\u00e0. \u00c8 stata un\u2019esperienza significativa, quella vissuta dagli studenti della scuola Oliver Twist, che hanno incontrato in Cometa Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, e Franco Bonisoli, ex membro delle Brigate Rosse e tra gli autori del sequestro del politico, il 16 marzo 1978. 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