{"id":34423,"date":"2023-07-24T14:39:33","date_gmt":"2023-07-24T12:39:33","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=34423"},"modified":"2023-07-24T14:39:33","modified_gmt":"2023-07-24T12:39:33","slug":"mostra-la-tua-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/mostra-la-tua-paura\/","title":{"rendered":"MOSTRA la tua paura"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un bambino girato di spalle, impresso su una tendina che nasconde le paure pi\u00f9 profonde ma che, avvicinandosi con discrezione, le lascia intravedere, scoprire e comprendere.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo il prodotto finale del progetto sulla paura svolto insieme alla fotografa Caroline Gavazzi e alla filosofa Gioia Pollice dai bambini del Manto, la cooperativa sociale di Cometa che accompagna i minori nella crescita attraverso attivit\u00e0 pomeridiane come aiuto compiti e laboratori. Un percorso nato nel 2014 in una scuola di Londra e che ha portato il gruppo in uno stimolante viaggio alla scoperta di se stessi e dei propri timori.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Prima di iniziare, grazie all\u2019aiuto degli educatori Alessandro e Tommaso, \u00e8 stata fatta una prima raccolta delle paure dei partecipanti, punto di partenza per il laboratorio vero e proprio. Sono seguiti quattro incontri, nei quali il lavoro \u00e8 stato svolto in piccoli gruppi da cinque, per facilitare l\u2019apertura e la condivisione. Nel primo, i bambini sono stati chiamati a costruire una scena con degli oggetti che rappresentavano la loro paura e a fotografarla dopo un attento lavoro di ricerca della luce e della composizione migliore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cE\u2019 stata la parte pi\u00f9 tecnica &#8211; racconta Gavazzi \u2013 ma tutti sono stati entusiasti di mettersi in gioco e di utilizzare la macchina fotografica, che tanti non avevano mai tenuto in mano. Alcuni non avrebbero pi\u00f9 smesso di scattare\u201d. Gi\u00e0 qui, una prima piccola magia ha iniziato ad avvenire. Dovendo ricreare la propria paura, tutti i partecipanti hanno iniziato a prendere confidenza con essa, quasi dimenticandosi di aver esternato una parte tanto nascosta quanto delicata di loro stessi. E nei successivi incontri, il processo \u00e8 diventato ancor pi\u00f9 lampante. Ognuno di loro \u00e8 stato fotografato di schiena e ciascun ritratto, difficilmente riconoscibile se non da loro stessi, \u00e8 stato stampato su una tendina di flanella, poi applicata a copertura delle foto raffiguranti le paure. Questa l\u2019opera finale, di cui \u00e8 stata realizzata anche una versione in formato cartolina, come ricordo per tutti i piccoli fotografi. Quella originale, invece, \u00e8 diventata parte di una mostra, gi\u00e0 esposta da Cometa in un paio di occasioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cRaffigurare i bambini di spalle e applicare la tendina sulle rispettive paure \u00e8 un modo per rispettare l\u2019importanza di ci\u00f2 che mi hanno confidato durante il laboratorio &#8211; spiega Gavazzi &#8211; Cos\u00ec, \u00e8 possibile conoscere le loro paure solo avvicinandosi con delicatezza, eventualmente accompagnati dagli autori stessi della fotografia, che possono aprirsi e raccontarsi liberamente. La cosa bella \u00e8 che tanti di loro, avendo trasformato la paura in un\u2019opera, sono stati contenti di mostrarla ai compagni\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il laboratorio, infatti, \u00e8 un processo di crescita, in cui i bambini diventano parte di un gruppo nel quale possono condividere le emozioni e sentirsi ascoltati. Un viaggio ulteriormente impreziosito dall\u2019ultimo incontro, tenuto da Pollice, che ha spostato il focus dall\u2019immagine alla parola. Guidati nel ragionamento, il lavoro ha voluto portare il pensiero dall\u2019idea particolare di paura, identificata da ciascuno singolarmente, al concetto generale, che appartiene a tutti. \u00c8 emerso che per molti la paura nasce dalla preoccupazione di perdere qualcosa o qualcuno, o dall\u2019essere giudicati e che sta dentro di noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cTutto il percorso \u00e8 stato davvero bello e utile \u2013 raccontano gli educatori &#8211; Da un lato, \u00e8 stato un modo per provare a trasmettere ai bambini una passione, dall\u2019altro l\u2019occasione per insegnare loro una nuova modalit\u00e0 di espressione. Si sono resi conto che attraverso la fotografia, che oggi, sui social, invecchia presto, \u00e8 possibile, invece, raccontare qualcosa di s\u00e9. L\u2019ultimo incontro e la mostra, poi, li hanno sicuramente aiutati a crescere. Hanno scoperto le paure dei compagni e capito di tante in comune. Questo li ha aiutati a vederle come normali e, magari, a fare anche un passo verso il loro superamento\u201d. E sapere di non essere soli, ma di poter condividere e affrontare ogni timore insieme agli altri, \u00e8 forse la ricchezza pi\u00f9 grande.<\/span><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34424\" src=\"https:\/\/puntocometa.dev\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/IMG_9292-300x207.jpg\" alt=\"-\" width=\"300\" height=\"207\" title=\"\"> <img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-34546\" src=\"https:\/\/puntocometa.dev\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-300x225.jpeg\" alt=\"-\" width=\"276\" height=\"207\" title=\"\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34545\" src=\"https:\/\/puntocometa.dev\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-1-264x300.jpeg\" alt=\"-\" width=\"264\" height=\"300\" title=\"\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-34547\" src=\"https:\/\/puntocometa.dev\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/3-230x300.jpeg\" alt=\"-\" width=\"230\" height=\"300\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bambino girato di spalle, impresso su una tendina che nasconde le paure pi\u00f9 profonde ma che, avvicinandosi con discrezione, le lascia intravedere, scoprire e comprendere.\u00a0 Questo il prodotto finale del progetto sulla paura svolto insieme alla fotografa Caroline Gavazzi e alla filosofa Gioia Pollice dai bambini del Manto, la cooperativa sociale di Cometa che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":34424,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"give_campaign_id":0,"footnotes":""},"categories":[122],"tags":[66],"class_list":["post-34423","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-accoglienza"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34423"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34423\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}