{"id":31063,"date":"2022-03-18T12:36:40","date_gmt":"2022-03-18T11:36:40","guid":{"rendered":"https:\/\/puntocometa.dev\/?p=31063"},"modified":"2022-03-18T12:36:40","modified_gmt":"2022-03-18T11:36:40","slug":"il-dramma-dei-profughi-quello-che-accade-riguarda-me-e-io-voglio-esserci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/puntocometa.dev\/de\/il-dramma-dei-profughi-quello-che-accade-riguarda-me-e-io-voglio-esserci\/","title":{"rendered":"Il dramma dei profughi. \u00abQuello che accade riguarda me e io voglio esserci\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Filippo \u00e8 nato e cresciuto in Cometa. Lo scoppio della guerra, l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e l\u2019esodo dei profughi non lo ha lasciato indifferente. Con cinque amici ha deciso di partire, mettendo da parte i libri e il lavoro appena iniziato, per dare una mano. Anche solo qualche giorno nel fine settimana. <strong>L\u2019importante per loro \u00e8 esserci.<\/strong> Vedere. <strong>Rendersi utili.<\/strong><\/p>\n<p>Prima destinazione Cracovia in Polonia, poi raggiungono il confine con l\u2019Ucraina. <strong>Alcuni si fermano per mettersi a disposizione nel trasporto dei profughi e smistarli in altre citt\u00e0. Altri,<\/strong> tra cui Simone, <strong>entrano in Ucraina per andare a prendere una famiglia<\/strong> che non ha i mezzi di trasporto e deve uscire dal paese, uno \u00e8 malato di cancro.<\/p>\n<p>Simone \u00e8 la seconda volta che viene qui sul confine ad aiutare. Con organizzazioni locali e internazionali partecipa a questa corsa di solidariet\u00e0 fatta di raccolta di beni di prima necessit\u00e0 e di servizio di trasporto verso il confine. \u00abSiamo entrati in Ucraina per 300 km, abbiamo raggiunto i punti di raccolta delle persone che non sono in grado di arrivare in Polonia autonomamente spesso perch\u00e9 gli uomini che li accompagnano vengono rimandati indietro ad ogni posto di blocco \u2013 Simone parla con un tono basso, quasi sotto voce &#8211; <strong>in questi viaggi della speranza ho visto il dramma di chi improvvisamente ha perso tutto e non sa cosa sar\u00e0 domani n\u00e9 tanto meno il futuro.<\/strong> <strong>Guardando i profughi non c\u2019\u00e8 tempo per avere paura, vince la voglia di aiutarli, di portarli oltre la frontiera, di metterli in sicurezza<\/strong>\u00bb. Il pericolo lo si respira a ogni chilometro dopo che si entra in Ucraina, ci sono file lunghissime di chi cerca la fuga a piedi o in auto, soprattutto donne e bambini. \u00abLe \u201cvittime\u201d che subiscono questa guerra &#8211; riprende Simone &#8211; non sono solo i civili, i profughi, ma anche i soldati sia ucraini che russi. Spesso questi ultimi sono giovanissimi, partiti per un\u2019esercitazione, si ritrovano a sparare a gente inerme\u2026 alcuni si fermano\u00bb. Simone si blocca, guarda in basso, lascia proseguire Filippo.<\/p>\n<p>\u00abIn due ci siamo fermati al confine polacco per fare servizio di trasporto, ogni viaggio dura 6 ore tra andata e ritorno. Siamo riusciti a farne 8. La risposta della solidariet\u00e0 \u00e8 stata immediata e le organizzazioni presenti per aiutare i profughi sono diverse. Le partenze per i vari Paesi europei continue\u00bb. Filippo prende fiato per continuare il racconto, la realt\u00e0 che si \u00e8 trovato a vedere toglie il respiro. \u00ab<strong>In tanti chiedono un passaggio, ma spesso non sanno per dove. Non hanno nessuno che li aspetta.<\/strong> Hanno lasciato tutto in fretta per sfuggire alle bombe e si ritrovano proiettati in un viaggio di cui non si sa la meta n\u00e9 la durata. Mentre le persone di una certa et\u00e0 che conoscono gi\u00e0 il dolore della guerra riescono a mantenere una certa calma, le giovani mamme scappate insieme ai loro bambini, sono disperate, non sanno dove andare, piangono\u2026 hanno lasciato i mariti a combattere e si ritrovano sole, senza niente, ad affrontare questo calvario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alcuni volontari si fanno carico dei bambini<\/strong> e cercano di coinvolgerli in qualche attivit\u00e0 creativa. <span class=\"s1\">Giocano, a volte ridono, <\/span>ma c\u2019\u00e8 nei loro occhi un velo di tristezza e disorientamento c<span class=\"s1\">ome <\/span><strong>di chi non si sente al sicuro e al fondo non sa bene se avere paura o stare tranquillo. Con la coda dell\u2019occhio cercano la mamma, unico punto di salvezza.<\/strong> I ragazzi pi\u00f9 grandi sono frastornati. Sdraiati per terra guardano nel vuoto \u00ababbiamo cercato di fare due chiacchiere con loro, ma erano come assenti, distrutti, negli occhi il dramma di un conflitto che ha interrotto amicizie e rapporti e che non ha certo a che fare con il loro mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Filippo e i suoi amici sanno che non sono l\u00ec per \u201csalvare\u201d qualcuno \u00ab<strong>Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto<\/strong>. Non siamo andati per fare qualcosa di grande, perch\u00e9 \u00e8 evidente che quello che puoi fare \u00e8 un nulla di fronte alla vastit\u00e0 di questo dramma. <strong>Volevamo semplicemente esserci. Partecipare.<\/strong> Perch\u00e9 anche se non risolvi tutto,<strong> quello che ci corrisponde \u00e8 il desiderio di accogliere, di abbracciare l\u2019altro cercando di aiutarlo. <\/strong><span class=\"s1\">Non si pu\u00f2 rimanere indiffe<\/span>renti anche se sono tante le persone<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>che si sono mosse e si muoveranno, quello che sta accadendo chiede a me. <strong>Io voglio esserci<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Filippo \u00e8 nato e cresciuto in Cometa. Lo scoppio della guerra, l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e l\u2019esodo dei profughi non lo ha lasciato indifferente. Con cinque amici ha deciso di partire, mettendo da parte i libri e il lavoro appena iniziato, per dare una mano. Anche solo qualche giorno nel fine settimana. L\u2019importante per loro \u00e8 esserci. 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