“È stata un’esperienza straordinariamente bella e formativa. Entrare ogni giorno in bottega ha significato immergersi nella storia, nell’arte e nei segreti di un artigianato d’eccellenza, ma soprattutto trovare dei veri e propri maestri di vita.”
Nelle parole di Jarir, studente del corso di Falegnameria e progettazione d’interni, c’è tutto il valore di un’esperienza che non è stata soltanto uno stage, ma un passo importante nel suo cammino di crescita. Tre mesi a Firenze, presso la bottega d’arte Castorina 1895, sono diventati occasione di incontro con una tradizione viva, con il lavoro delle mani, con la bellezza di un mestiere imparato accanto a chi lo custodisce e lo trasmette ogni giorno.
L’opportunità nasce all’interno del progetto “ad hOCCHI APERTI”, grazie alla partnership tra Cometa e OMA. Maria Pilar Lebole, Responsabile dell’Osservatorio dei Mestieri d’Arte, notando in Jarir una particolare voglia di imparare durante l’evento “Artigianato e Palazzo”, al quale la sua classe aveva partecipato, gli propone di svolgere un periodo di stage a Firenze, nel cuore di una città simbolo dell’arte e dell’artigianato.
Jarir accetta con entusiasmo, trovando posto in una realtà d’eccellenza come Castorina 1895. Qui apprende tecniche di intaglio, lavorazione delle cornici, decorazione ed ebanisteria, scoprendo come il lavoro artigiano non sia solo acquisizione di competenze, ma anche educazione dello sguardo, della pazienza e della cura.
“Appena entrato sono rimasto affascinato da tutto ciò che mi circondava, da opere di pregio unico. Ho capito quanto le conoscenze erano state tramandate di generazione in generazione e quanto questo fosse importante”.
Accanto alle competenze tecniche, ciò che più lo colpisce è il rapporto quotidiano con gli artigiani della bottega: “Il fatto di fare loro tante domande non era un problema, anzi, erano felici. Mi hanno insegnato diversi metodi e l’utilizzo di diversi macchinari, ma la cosa più importante è che mi hanno insegnato che sbagliando si impara. Non mi hanno mai fatto pesare qualche piccolo errore”.
In questa libertà di domandare, provare, sbagliare e ricominciare, Jarir ha potuto scoprire qualcosa di essenziale: il lavoro diventa davvero formativo quando qualcuno ti guarda con fiducia e ti aiuta a riconoscere il valore di ciò che stai facendo.
Durante i mesi a Firenze, Jarir ha avuto anche l’opportunità di vivere pienamente la città, visitando musei e partecipando a mostre ed eventi che hanno alimentato ancora di più il suo desiderio di scoperta e apprendimento. La bellezza incontrata in bottega si è così allargata alla storia di una città intera.
“Ogni giornata era diversa, non mi annoiavo mai e anzi ero sempre stimolato a fare cose nuove. Alzarmi la mattina motivato e col desiderio di fare sempre cose nuove è ciò che mi ha spinto a vivere a pieno questa esperienza”.
Tornato a Como, Jarir ha sostenuto gli esami di quarta e guarda già al futuro.
“Voglio accedere al quinto anno e prendere la maturità. Per l’esame di quarta ho realizzato, proprio presso la bottega fiorentina, una lampada porta-chiavi, un progetto che spero possa piacere ai miei professori perché è stato il frutto di un percorso partito da lontano, da alcuni schizzi che avevo realizzato”.
Dopo aver conseguito la maturità, il sogno è quello di diventare artigiano. Un sogno che nasce dall’esperienza concreta di questi anni e che, a Firenze, ha trovato un luogo, dei volti e una strada possibile.
ad hOCCHI APERTI è un progetto selezionato da Con I bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione De Agostini, Fondazione Pietro Pittini, Fondazione Amplifon e Fondazione Deloitte.